Idee a confronto

Uno spazio dedicato alle idee di tutti. Interviste, contributi, suggerimenti, riflessioni, per un confronto libero e aperto.

Germania sotto schiaffo

Di Mirko Piccione – Per le persone che credono nel karma: “quando tiri uno schiaffo, va a finire che un giorno sotto schiaffo ci finisci tu”. È il caso dell'invincibile Germania.

Pare che la crisi in borsa non riguardi solo l'Italia, ma tutta l'Europa.

Il caso: la Deutsche Bank nell'anno del 2016 ha incassato un duro colpo nella stretta morsa che sta investendo le banche: la nota banca pare proprio che abbia perso un tondo -43%. Finendo sotto inchiesta.

Chissà come reagirà il governo tedesco di Angela Merkel, infatti, pare proprio che ancora il governo non abbia attuato una contromisura adeguata.

Con i dati alla mano: prima del crack la banca tedesca valeva 130 miliardi, oggi secondo fonti certe, il suo valore si aggira intorno ai 15 miliardi di euro (-115 miliardi di capitale), appena la metà del gruppo Intesa.

Un anno disastroso anche per le banche francesi e di tutta l'euro-zona.

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Il giuramento dei politici

Di Ilaria Galli - Nel lontano 1793 Holderlin scriveva: Il mio amore è il genere umano. Io amo le generazioni dei secoli che verranno. Poiché questa è la mia più beata speranza e la fede che mi mantiene saldo e attivo; che i nostri nipoti saranno migliori di noi,la libertà deve un giorno venire. Noi viviamo in un tempo in cui tutto coopera per l’avvento di giorni migliori. In un processo i testimoni giurano di dire la verità nient’altro che la verità. È un dovere giuridico ed etico. E i politici, prima di entrare in Parlamento, prima di sedersi sulla comoda poltrona rossa, cosa giurano? Quali doveri hanno? Sempre che siano consapevoli di averli. Nel breve frammento che ho citato sopra credo vi sia la sintesi di quanto, tutti coloro che sono attivamente e responsabilmente impegnati in politica non dovrebbero mai dimenticare. La politica, come ci ricorda Aristotele,! è la scienza più importante e architettonica; è la scienza che decide del giusto e dell’ingiusto, dell’equo e dell’iniquo. Non è per tutti, è per pochi e quei pochi si fanno responsabili di ogni scelta; una scelta non privata, ma collettiva, che interesserà tutti. Vi saranno decisioni che avranno confini geografici limitati ma non importa. Ogni decisione coinvolgerà comunque l’uomo. Uno, cento o mille che siano non ha importanza. L’amore per il genere umano è il movente di ogni azioni politica. Ma è davvero così?

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"Spezzare le catene del silenzio" L'articolo di Anna Giallongo vincitore del concorso FIDAPA "Basta violenza sulle donne" 2013

E' così che Youpolis vuole proporre, per il secondo anno, un importante spunto di riflessione in occasione della giornata contro la violenza sulle donne. E non è un contributo a caso, ma un pezzo che ha avuto un adeguato e meritato riconoscimento: la nostra Anna Giallongo ha vinto il primo premio del concorso FIDAPA 2013 "Basta violenza sulle donne" che pubblichiamo integralmente:

«Nel nostro paese diminuisce sempre più il numero generale degli omicidi, aumenta però, quello in cui vittime sono le donne. Il Ministero dell’Interno ha registrato in dodici mesi 4500 denunce per violenze, abusi, aggressioni sporte da donne a polizia e carabinieri. La più recente approfondita ricerca, condotta in proposito dall’Istat e durata ben cinque anni, ha dato un risultato agghiacciante: In Italia il 91,6% degli stupri non viene denunciato; la percentuale cresce quando si parla di aggressioni non sessuali: passa sotto silenzio il 96% delle ingiurie fisiche subite, per mano maschile, dalle donne. Dunque intorno a quel 6%, in media, di aggressioni che arrivano agli onori delle cronache c'è un mare immenso di violenze delle quali non si sa niente.» -Come se fosse facile spezzare le catene del silenzio! – pensava Paola mentre scorreva veloce le pagine di una rivista. - Nessuno pensa a tutte quelle domande che ci poniamo? Perché sembra così semplice? Quelle poche coraggiose spesso finiscono assassinate o gravemente ferite. E se anch’io decidessi di parlare, cosa farei? Dove andrei a vivere? Che fine farebbe Lui? E la mia bambina? Che futuro potrei darle io?

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Il venerdì nero della politica italiana. Ovvero, quanto è grave l'astensione

Di Michael Massari - I risultati sconfortanti della tornata elettorale in corso continuano a impazzare su tutti i mezzi di comunicazione. E chi si rifiuta di votare, non si rende conto del danno che faccia. C'è fortunatamente chi urla la rabbia, quella dovuta alla presenza di un popolo assopito che preferisce lasciarsi governare da un esecutivo frutto del clientelismo e, diciamo anche, di un impervio nepotismo. Tutto questo perchè "astenersi" significa lasciar decidere ad altri, che magari sono causa di tutto questo.  Non andare a votare oltre ad essere una grave offesa alla memoria storica, è un suicidio dal quale il nostro ordinamento continua ad astenersi. I risultati continuano a scendere, qualche lieve rialzo e poi nuovamente giù, in picchiata. Stiamo vivendo “il venerdì nero della politica italiana”. Forse un piccolo giro storico può farci capire qualcosa: Fino a quando il bipolarismo perfetto, Democrazia Cristiana e Partito Comunista, recitavano in un ancora giovane teatro, nessuno si accorgeva del fatto che si stava creando una vera e propria speculazione. La politica era il salotto dei signori, dei magnati che facevano circolare il danaro sporco e lo riciclavano trasferendolo ad “amici di amici che con amici” costruivano ponti senza cemento, città senza cittadini, giustizia senza magistrati. Come un attimo prima di quel Venerdì nero di Wall Street per le strade della città si respirava un'aria di fiducia nelle istituzioni, nella metaforica Borsa Politica chiamata Parlamento.

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Quando è realmente "efficiente" una scuola? Il caso di Chicago e di Asean Johnson

Di Michael Surace - 54 scuole pubbliche di Chicago verranno chiuse perchè "inefficienti" dal punto di vista economico e dal "rendimento scolastico" medio degli alunni, troppo basso secondo il Sindaco per tenere aperte le scuole. Non so chi di voi ha potuto vedere il video del bambino-studente Asean Johnson, ma vi invito a riguardarvelo su YouTube comunque perché esprime tutto il coraggio di un bambino contro decisioni di "eugenetica sociale". Chiudere in una giornata 54 scuole in nome dell'efficienza economica e costringere questi bambini in "strutture più efficienti" vuol dire creare una deportazione di Stato di studenti. Senza considerare i disagi psicologici e sociali dei bambini che stanno subendo e dovranno subire nella nuova scuola come reietti e senza contare il danno economico per le famiglie che ora dovranno portare i figli magari a decine di chilometri di distanza dalla propria casa. Per chi ha seguito bene il caso più che di rendimento scolastico (sembra sia solo una scusa "politica" per non far passare la cosa sempre sotto la lente del dio denaro..) il problema principale sia l'efficienza economica. Sinceramente credo che anche i conti si siano fatti male: basti pensare al fatto che chiuderanno scuole in interi quartieri le cui famiglie dovranno portare i figli a scuola in altre zone che sono molto distanti. Queste famiglie, che già provengono dai più poveri quartieri di Chicago, dovranno in pratica indebitarsi per andare in scuole più lontane e magari con una retta più esosa rispetto a quella di prima... sembra forse giusto?

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La logica dei debiti

Di Michael Massari - 14 Maggio 2013: le televisioni locali, regionali e nazionali urlano all'unanimità per l'ennesimo atto di ribellione a uno Stato troppo autoritario e tassativo. La città di Vittoria è su tutte le testate giornalistiche: la torcia umana si è accesa nel momento in cui la disperazione si è fatta troppo pesante, una casa, il focolare domestico, ha causato la fine di una famiglia. “Le banche, lo Stato, la crisi, i debiti. I debiti, la crisi, lo Stato, le banche”: Un ritornello che si ripete in tutti gli angoli più nascosti della città. Un ciclo in cui il povero diventa sempre più povero e i ricchi sempre più ricchi.
Banche che concedono prestiti a tassi stratosferici, banche che pur di vedere imbottite di danaro le proprie casse sono disposte a pignorare anche il bene primario di un uomo, la casa.
Una politica troppo tarda, una classe poco lungimirante quella italiana. Il nostro Paese al contrario degli altri soffre di demenza senile. Sono a conoscenza dell'esistenza di un grave problema, economico, sociale e morale, ma una volta in Parlamento i nostri politici sono più occupati a urlare come in uno stadio, a rimproverare il presidente della camera e difendere i propri beniamini piuttosto che lottare affinchè vengano affermati i diritti dei cittadini.
Oggi i giornali hanno esibito i moniti, le belle parole di tutti i partiti esistenti e non, che con gentilezza e fascino hanno mostrato solidarietà.
Atto dovuto, direi, se non fosse che mi convince sempre meno. Comunicati che giungono dopo la disgrazia, prima non si fa altro che tacere.

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Perchè continuare a vivere all'inferno?

Di Michael Massari - Continuano a trascorrere i secondi, i minuti, le ore... PANTA REI, tutto scorre, tutto cambia, ma continuo a vedere preoccupazione, tristezza, e voglia di morire pur di dire basta a uno Stato che ha usurpato la dignità dell'uomo. Ai confini dell'Italia si legge “lasciate ogni speranza VOI che entrate”. Un Paese che costituisce in sé UNA meraviglia è oggi ridotto a un semplice contenitore di magagne, corruzione e del gran stile del malgoverno. Cammini e vedi gente con gli sguardi bassi... Cammini e ascolti gente che continua a pronunciare la parola CRISI, CRISI, CRISI. Un suono ridondante che persuade, paralizza e preoccupa. Siamo la generazione che non avrà futuro a causa dei potenti anziani e incompetenti che ce lo hanno sottratto, siamo stati i cavalli di un auto italiana guidata da autisti di tutto il mondo. É palese che siamo difronte a una situazione disastrosa, siamo in una fase di stallo e come gli aerei in stallo se non acceleriamo prima o poi ci schianteremo. Abbiamo bisogno di stabilità economica, politica e sociale e purtroppo oggi di tutte e tre siamo a digiuno. Le tasse continuano ad aumentare, gli stipendi non crescono anzi diminuiscono, il potere di acquisto diminuisce.
Ipotetico caso di pagamento di tasse (acqua, luce, gas, telefono, TARSU ecc.) che ammontano mensilmente a 500€ , lo stipendio di un italiano medio oggi ammonta a 500/1000€ , ammettiamo che questo sia padre di famiglia e debba mantenere due figli e spenda solamente per il necessario per vivere 300/350€ al mese in più deve mantenerli nello studio e spenderà altri soldi per l'acquisto del materiale scolastico. Alla fine o il padre di famiglia ha già seminato debiti oppure è riuscito a mantenere pochi spiccioli. I lavoratori italiani stanno diventando dei lavoratori senza potenzialità, persone che lavorano e ciò che guadagnano durante quella giornata sono costretti a spenderlo immediatamente per non incappare in procedure penali promosse da uno Stato sempre più soffocante, eppure c'è sempre una famiglia da mantenere e a questa chi ci pensa?

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La corte costituzionale aumenta l'età pensionabile dei docenti universitari: Il giubilo dei baroni

Di Michael Surace - La pluricriticata “Legge Gelmini” portava in realtà alcune importanti novità positive almeno sul fronte della lotta ai Baroni: tra queste novità c’era l’obbligo da parte dei professori universitari di andare in pensione – come qualsiasi altro lavoratore – alla sua naturale età pensionabile. Succedeva infatti che molti professori universitari (fenomeno tutto italiano) decidessero di insegnare anche oltre i 70 se non 80 anni. Spesso questi professori così “stakanovisti” sceglievano di rinviare il pensionamento anche per puntare a cariche d’ateneo importanti, come ad esempio il Rettorato, che sembravano quasi “naturali ricompense” per terminare la propria carriera al culmine e poter così garantirsi una migliore pensione una volta lasciato il mondo universitario. Altri semplicemente, pur non essendo più in grado di insegnare per motivi fisici, decidevano di mantenere la cattedra per incassare lo ! stipendio da professore  approfittando della pazienza dei propri assistenti-ricercatori sotto pagati che avrebbero fatto per anni le veci dell’ “emerito”professore. Infine in tutto questo c’è anche il diritto dello studente a ricevere una formazione universitaria aggiornata e di qualità: per quanto un professore di 70 anni possa essere erudito e preparato, difficilmente potrà frequentare corsi di formazione e aggiornamento e garantire così un livello d’istruzione adeguato ai propri studenti. Era questo il senso della Legge Gelmini sulla materia del pensionamento dei professori: svecchiare i professori universitari ed evitare fenomeni di baronismo come quelli citati sopra.

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